Semiramide

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Luogo: Roma (Opera di Roma Teatro Costanzi)
Anno: 2005
Musica: Gioacchino Rossini
Libretto: Gaetano Rossi
Direttore: Gianluigi Gelmetti
Regia, scene e costumi: Pier Luigi Pizzi

Poi si alza il sipario e si rimane senza respiro la musica si traduce in immagini e le immagini si fanno emozioni: atmosfere e colori perfettamente aderenti, luci assolutamente azzeccate.

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Musicalmente Semiramide è un’opera straordinariamente bella: a sipario chiuso viene suonata la splendida Ouverture, fra le più belle di Rossini.
Poi si alza il sipario e si rimane senza respiro: la musica si traduce in immagini e le immagini si fanno emozioni. Il geniale Pier Luigi Pizzi ha immaginato un cupo interno barocco di porfido rosso e capitelli corinzi dorati, che è insieme reggia e mausoleo, un luogo monumentale, claustrofobico ed incombente, uno spazio senza luogo dove la Regina, perno della tragedia, è sempre presente, dentro il quale vive tutte le sue angosce ed i suoi rimorsi, fino all’inevitabile catarsi. Nella “chiesa” barocca domina, sopra una scalinata, una grande urna marmorea, su cui è appoggiata una corona: davanti officia il sacerdote Oroe. Il complesso spettacolo sottolinea perfettamente, pure nella fissità della scena e dei costumi, gli stati d’animo ed i climi in cui si svolge la vicenda, sostenendola con atmosfere e colori perfettamente aderenti, utilizzando stoffe, materiali e luci assolutamente azzeccati. Uno spettacolo di una bellezza formale impressionante, da togliere il respiro. E se è vero che la vita si misura non dai respiri che facciamo ma dai momenti che ci tolgono il respiro, questa Semiramide è da non perdere.

Francesco Rapaccioni – Teatro.it

Alla fine ovazioni scroscianti per tutto il cast e il direttore. Meritatissimi, non c’è che dire, considerando l’eccezionalità dell’esecuzione e la maestria della regia, coadiuvata dal gioco di luci di Vincenzo Raponi.

Luciano Landolfi – Prometheus

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