La Gioconda

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Anno: 2012
Melodramma in quattro atti su libretto di Arrigo Boito
Musica di Amilcare Ponchielli
Coreografia Gheorghe Iancu
Direttore Roberto Abbado
Regia, scene e costumi Pier Luigi Pizzi

Magnifici i costumi, le luci e i movimenti delle masse e l’impatto visivo dell’insieme.

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All’Opera di Roma è stata festa grande per questo gradito ritorno grazie ad una pregevolissima edizione che reca tutta la genialità e la fantasia di Pier Luigi Pizzi. A lui si deve l’aver salvato la vicenda da ogni odore di rancida oleografia. Pizzi muove meravigliosamente solisti e masse in scena, dando vita all’azione attraverso il movimento scenico più che con le dovizie trompe l’oeil di una sontuosa scenografia. .. Applausi a scena aperta anche per la popolare Danza delle ore disegnata con squisita sensibilità moderna e bel cromatismo da Gheorghe Jancu.

Il Tempo

L’opera viene ambientata in una Venezia nera e brumosa di fondo su cui si stagliano in contrasto i vivaci colori del coro, dei ballerini e dei costumi dei vari personaggi con un effetto di rara eleganza sul piano estetico, tra calli, canali, ponti e grandi scalinate. Il ritmo della narrazione e dei movimenti di scena è curatissimo, quasi sempre perfetto e in armonia con la musica. Magnifici i costumi, le luci e i movimenti delle masse e l’impatto visivo dell’insieme.

Gbopera

E’ tornata all’Opera, dopo vent’anni di assenza, La Gioconda (1876) di Amilcare Ponchielli, con la sua Venezia di trine marmoree, di ponti e maschere, sfrenata nei carnevali, fosca nei lutti di un Seicento spesso efferato. Pier Luigi Pizzi firma, con immutata classe, regia, scene e costumi dell’allestimento, base scura e nebbie, ma segnato da bordate di rosso, di viola e d’indaco.

Il Messaggero

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