I Gemelli

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Autore: Fleur Jaeggy
Anno: 2008
Regia, scene e costumi: Giorgio Marini
Interpreti: Emanuele Carucci Viterbi, Elisabetta Piccolomini e Anna Paola Vellaccio

Lo spettacolo che Marini evoca, illumina e oscura, grazie alle luci mirabili disegnate da Vincenzo Raponi.

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DICONO

Giorgio Marini ha ideato uno spettacolo dalla raffinata drammaturgia e di grande fascinazione visiva. Uno spettacolo che coglie l’anima del racconto in un incedere tra bui e sciabolate di luce che sembrano dare corpo a una verità ma in realtà ne restituiscono l’angustia e il tormento, Uno spettacolo notturno, spettrale che ben sa raccontare una storia che penetra la follia della realtà.

Magda Poli – Il corriere

Lo spettacolo, come e più del racconto di Bachmann, diviene così la privata e ristretta ronde dei tre personaggi, che Marini evoca, illumina e oscura come fossero intenti a passeggiare sul ring viennese, grazie alle luci mirabili disegnate da Vincenzo Raponi.

Gianfranco Capitta – Il Manifesto

Una partitura di luci, suoni e parole racconta con garbo e poesia la storia di Hans e Ruedi. Gemelli, nati da una madre morta, che fanno ritorno al paese natio. Una landa innevata e silenziosa, avvolta dalle tenebre e dal rifiuto dei concittadini, affascinante e misteriosa nel suo candore che ricopre le steli di un cimitero. Un velatino trasparente chiude la scena popolandosi di ombre inquietanti, rami scheletrici che si aggrappano al giallo di una lampada, lapidi fredde che spezzano la linea dell’orizzonte. I gemelli si muovono all’unisono, giocano con le proprie voci, con il biondo dei capelli che stacca sul completo nero, con gli sprazzi di luce che creano ombre sulla scena. reverendo. Il tutto crea un curioso meccanismo di azione e reazione, di commento e sgomento: un alternarsi di situazioni che si ripetono, di quadri sfuocati dalle luci sul velatino, di ambienti raccontati.

Alessandro Pezza – teatro.it

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